Quindi, così impavida che William Wallace mi fa un baffo, sono salita sull'aereo senza nemmeno tanto bisogno di preparazioni spirituali: dopo aver dormito solo 2 ore e sonnecchiato in macchina col collo torto e il sole negli occhi, pur di dormire non vedevo l'ora di sedermi in un qualsiasi posto, con la terra o con le nuvole sotto i piedi che fosse (sì, volevo scrivere "sotto il culo", ma mi sembrava un po' volgare).
Seppur in versione zombie, ero comunque un po' in apprensione per la partenza e le conseguenti sensazioni sgradevoli che il mio stomaco non si scorda mai di regalarmi. Se non fosse che, proprio mentre stavamo prendendo la rincorsa, ecco aprirsi lo sportellino del portabagagli sopra di me: una minaccia più grande di qualsiasi altra incombe sulla mia testa. Il trolley del mio vicino rischia di sfracellarsi rovinosamente sulla mia testa alla prima virata. Ero talmente impegnata a controllare la stabilità del minaccioso bagaglio, che eravamo già un bel pezzo in aria quando mi sono accorta dell'oramai avvenuto decollo.
Atterrati all'aeroporto di Belfast, ho avuto modo di fotografare il mio bell'aereo (che si chiamava St. Eugene) perché io, come Baiocchi, sto molto attenta al desàin (trad. "design").
A prendermi all'aeroporto c'era Margaret, che mi ha mostrato parte della campagna irlandese tutta prati, mucche e cottages, dei quali avevo già avuto un assaggio planando con l'aereo in attesa di atterrare.
Il gustoso spuntino offertomi appena arrivata a casa era very Irish: un ripieno di ham (prosciutto), Irish cheddar (un formaggio irlandese) e un consistente strato di maionese, tutto avvolto da un panino con semi di sesamo che si chiama... "ciabatta".
La mia stanza è molto carina, è proprio dalla parte opposta a quella in cui soggiornai anni fa, che però dava sul giardino, mentre questa sulla strada, ma la preferisco nei prossimi giorni avrò modo di osservare dalla window un po' di Irish life dei vicini...
Ovviamente sulla scrivania non poteva mancare un prezioso gioiello: la rivista di gossip che parla del Royal Wedding! Dopotutto questo è territorio inglese! E devo ammettere che questa commistione tra elementi irlandesi ed elementi inglesi non mi dispiace affatto.
Stasera però, non c'è nient'altro che un'avvincente lettura su William e Kate!
Grande Ale! :D
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